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sabato 23 settembre 2017

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Good News, curiosità e paradossi su società, viaggi, arte e comunicazione

MARINAI D’ACQUA DOLCE
Communiqué

MARINAI D’ACQUA DOLCE

Alla scoperta di un nuovo modo di visitare l’Italia e i suoi fiumi, guardando le città dall’acqua. Nel massimo comfort e in tutta sicurezza, anche per chi non ha mai avuto alcuna precedente esperienza di navigazione, ma non per questo ha perso il gusto dell’avventura MESSING ABOUT ON THE RIVER Italy opens up to the pleasures of river cruising, with comfortable, easily-handled houseboats for novices and experienced navigators alike

Ai naviganti che coniarono il termine “marinai d’acqua dolce”, con intenti canzonatori verso chi era considerato poco pratico di navigazione, il diporto nautico era evidentemente ancora sconosciuto.
Nato nei canali del nord Europa o lungo le grandi vie d’acqua francesi, il turismo fluviale ha trovato nel nord est italiano un habitat
ideale. Dalla Riviera del Brenta, immersi nel fascino delle Ville aristocratiche fino alla friulana Grado, passando lungo la Laguna di Venezia, i percorsi possibili sono davvero molti e tutti sorprendentemente diversi tra loro. Le moderne imbarcazioni fluviali da diporto non richiedono doti marinaresche particolari e garantiscono tutto il comfort di una dimora galleggiante, con spazi ampi e ben distribuiti, sia interni che esterni, mentre la navigazione si svolge placida, assistita da moderne soluzioni tecnologiche che permettono di governare senza troppi patemi d’animo. La velocità di crociera è bassa, perfetta per godere del paesaggio e per permettere il completo relax dell’equipaggio, seppur con uno sguardo sempre vigile di chi è al timone.
Uno dei percorsi più originali parte alcuni chilometri sopra Casale sul Sile, non lontano da Treviso, dove le anse del fiume generano spazi ampi e comodi, ideali come base nautica per le imbarcazioni da noleggio. Il Sile scende calmo e attraversa piccoli paesini contornati da antiche ville i cui giardini lambiscono le acque, delimitati da approdi privati e imbarcaderi di fortuna. Una breve navigazione di rodaggio e subito si presenta la sponda di una piazzetta, tra una torre antica e un’invitante osteria: attracco
ideale per la notte. Scendendo ancora si raggiunge la chiusa o come si dice da quelle parti, la “conca” di Portegrandi che immette
sulla Laguna di Venezia.
Il panorama cambia repentinamente e la strada sicura è indicata dal susseguirsi delle “briccole”, i pali infissi in gruppi di tre che delimitano le acque navigabili. Un passaggio a Venezia è imperdibile, la città della Serenissima vista dall’acqua è un privilegio di pochi, anche se addentrarsi ulteriormente nel caotico traffico di gondole, barchini e vaporetti non è consigliabile.
Molto meglio fare rotta su Burano e le sue case variopinte. Sull’isola non circolano auto e la sera si svuota della folla dei turisti
di passaggio. Una visita alla Vigna Chiusa sull’adiacente Mazzorbo, separata da un ponte, rimanda all’antica coltura dell’uva Durona, l’uva d’oro dei Dogi, che da secoli sfida l’acqua alta, praticamente estinta e rinata in questo spettacolare orto lagunare. Proprio di fronte a Burano, l’isolotto di San Francesco del Deserto e l’omonimo convento abitato e custodito dai frati. Un luogo magico, dove la bellezza esteriore sublima la sensazione di pace e spiritualità che si respira al suo interno. Prendendo
accordi con i religiosi, è possibile ormeggiare per la notte: un’esperienza davvero unica.
Si può abbandonare la laguna attraverso Chioggia e risalire i canali Euganei verso Padova oppure puntare a est, verso Jesolo, percorrendo la striscia di terra che separa la laguna dal mare aperto. Qui si vive l’altra faccia del Lido, meno balneare, ma infinitamente più caratteristica.
Sugli argini lungo il percorso sono molte le osterie che si incontrano, tutte dotate di un molo o di un attracco nelle vicinanze.
La cucina è legata al pescato dei tradizionali “bilancioni”, le grandi reti che si calano nei canali, pesci forse non pregiatissimi, ma sempre freschissimi, che rendono memorabili le ricette locali. Raggiunto il Canale Nicesolo e poi il Fiume Lemene si può puntare verso nord in direzione di Concordia Sagittaria e poi ancora Portogruaro.
Ritornando verso l’Adriatico si apre l’immensa Laguna di Marano, nel cui vertice è sfocia lo Stella. Una riserva naturale che merita una tappa, magari in uno dei “casoni” tradizionali, costruzioni di giunchi e paglia le cui origini si perdono nel tempo. Al tramonto tutto si tinge di rosso e nel silenzio quasi assoluto della sera la laguna si anima delle voci di aironi, germani, alzavole, cince, rapaci e delle altre specie che vivono in questi spazi apparentemente isolati dal mondo.
Poco più a nord la base fluviale di Precenicco, meta di arrivo del percorso, con il pensiero rivolto a nuove mete. Ora sentirsi “marinai d’acqua dolce” fa un effetto diverso.

Storia/story PAOLO ANGELINI

Pubblicato su Spazio Italia Lufthansa Air Dolomiti n°130 febbraio-marzo 2017



Maggiori informazioni:

www.houseboat.it - +39 0426 666025 - info@houseboat.it


Old salts tend to smile rather patronisingly when it comes to river cruising, yet the leisurely pleasures of a houseboat holiday are not to be sneezed at. A practice popular mainly along the canals of northern Europe and the great rivers of France, houseboat
holidays have now also found an ideal habitat in north-east Italy.
From the Riviera del Brenta, with its dazzling array of aristocratic villas, to Grado in Friuli via the Venice lagoon, there are a whole host of routes to be explored, each one surprisingly different. You don’t have to be an expert sailor to handle a houseboat; while you need to keep a watchful eye out when at the helm, modern technology and the slow speeds involved make the whole thing
hassle free, leaving the crew to enjoy the well-designed living spaces above and below deck and watch the world slide by along
the river banks.
One of the most original routes to take starts just a few kilometres upriver from Casale sul Sile, not far from Treviso, where the broad
river bends provide the ideal base for houseboats. The Sile flows gently downstream through little villages surrounded by historic villas whose gardens run down to the river, each with its private moorings or places to tie boats up to. After a brief stretch getting used to life on board you come to a little piazza with an ancient town and cosy inn: the ideal place to stop for the night.
Further downstream you come to the Portegrandi lock, known locally as the “Conca”, which takes you into Venice’s lagoon.
Suddenly you are in a completely different world, navigating along the safe channels marked by the “briccole”, stakes in groups
of three that signpost the way. A visit to Venice is obviously a must, to approach the Serenissima from the water is a privilege  granted to few, although you’re probably best-advised to steer clear of the chaotic crush of gondolas, motorboats and vaporettos
towards the centre. Much better to steer for Burano with its quaint,  colourful houses. The island is traffic free and blissfully quiet in
the evenings after the departure of visiting tourists. Well worth a visit is the Vigna Chiusa on the neighbouring island of Mazzorbo,
reached over a bridge. Here the once almost extinct Durona grapes, the ancient golden grapes of the Doges, capable of defying
the high tides of the lagoon, have been carefully coaxed back into cultivation in this spectacular vineyard. Just in front of Burano
lies the little island of San Francesco del Deserto with its monastery of the same name. A place with its own sublime magic, where the beauty of your surroundings blends harmoniously with an overwhelming sensation of peace and spirituality. It is possible
to moor here for the night, a truly unique experience, if you make prior arrangements with the friars. Leave the lagoon via Chioggia and work your way towards Padua through the Euganei canals, or, alternatively, head east towards Jesolo, cruising alongside the spit of land that separates the lagoon from the open sea. This is the less well-known side of the famous Lido, much less of a seaside resort, but infinitely more characteristic. Along the banks you will come across plenty of inviting hostelries which either have their own landing stages or moorings within easy reach.
Local specialities tend to revolve around the traditional catch from the huge square nets, which are lowered into the lagoon through
a clever pivot arrangement, known locally as “bilancioni”. The resulting catch might struggle to make it into the Gotha of seafood, but has the advantage of being incredibly fresh and deliciously prepared. Once you reach Canale Nicesolo and then the Lemene
river you can head north towards Concordia Sagittaria and on to Portogruaro. Heading back towards the Adriatic there is also the vast stretch of the Marano lagoon, with the mouth of the Stella River at its head. A nature reserve that definitely deserves a visit, ideally taking in the traditional local “casoni”, reed and straw buildings whose origins are lost in the mists of time. Bathed in the red glow of the sunset, the haunting evening silence of the lagoon is only broken by the calls of herons, mallards, teals, tits, birds of prey and other species native to this seemingly deserted spot. Just north lies the river port of Precenicco and the end of your trip, the first of many perhaps, because however sniffy old salts might be, once you acquire a taste for river cruising it’s difficult to do without.

Storia/story PAOLO ANGELINI


More info:

www.houseboat.it - +39 0426 666025 - info@houseboat.it



Pubblicato su Spazio Italia Lufthansa Air Dolomiti n°130 febbraio-marzo 2017


Pubblicato su Spazio Italia Lufthansa Air Dolomiti n°130 febbraio-marzo 2017

Pubblicato su Spazio Italia Lufthansa Air Dolomiti n°130 febbraio-marzo 2017

Pubblicato su Spazio Italia Lufthansa Air Dolomiti n°130 febbraio-marzo 2017

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